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Nikon School intervista Marco Toldi
Autore: Obiettivo Reporter - Pubblicato il 25/08/11 - Categoria Cultura Fotografica
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Introduzione e intervista di Dino del Vescovo

Guarda al futuro con ottimismo, pur consapevole dei mutamenti profondi che il mondo dell'informazione ha subito negli ultimi anni. Marco Toldi, direttore dell'agenzia fotografica Milestone Media e della scuola di fotografia giornalistica Obiettivo Reporter, ha fatto il punto insieme a noi sul nuovo modo di pensare i giornali e di attribuire importanza alle immagini.
Ben disposto a cogliere le opportunità che Internet, croce e delizia dell'attuale sistema giornalistico, offre sia a chi inizia, sia a chi come lui opera nel mercato delle immagini da più di vent'anni, mette più volte a confronto il sistema editoriale italiano con quello di altri paesi europei. Sotto certi aspetti, questi sono più attenti alla qualità che differenzia un servizio fotogiornalistico realizzato ad hoc da una o più immagini catturate dal passante di turno.
Trascorre volentieri le poche serate libere che gli restano a cena con gli amici o con la famiglia, concludendole in compagnia di libri di nautica o che narrino le vicende di chi ha deciso di cambiar vita e di esplorare nuovi orizzonti. Stranamente non ha un giornale preferito benché, dai quotidiani ai periodici meno diffusi, li legga praticamente tutti: «...non ho alcuna preferenza, perché non riesco a sfogliare i giornali con lo spirito disteso della gente comune, al di fuori di questo ambiente». Crede fortemente nel potere comunicativo delle immagini e nell'educazione da impartire ai giovanissimi affinché facciano delle stesse l'uso più consono alle diverse età, piuttosto che appiattirsi sulla pubblicazione incontrollata dentro i social network. A tal proposito partirà a breve un progetto sviluppato da Obiettivo Reporter volto a educare alle immagini i più piccoli.


Salve Marco, da oltre vent'anni la tua azienda lavora a stretto contatto con fotografi di reportage e fotogiornalisti. Hai quindi vissuto tutti i cambiamenti che Internet ha imposto nel tempo al mondo dell'informazione. Come opera un fotogiornalista oggi rispetto al passato?
Trovo che sia cambiato molto l'approccio che i giornali riservano ai fotografi, quindi l'attenzione nei confronti del giornalismo in generale. Se qualche anno fa un fotogiornalista, prima di operare sul campo macchina fotografica alla mano, dedicava del tempo allo studio dei soggetti e del contesto storico-sociale da documentare attraverso le immagini, oggi si consuma tutto nella massima fretta. Il lavoro di preparazione diventa quasi inesistente, ma non per colpa dei fotografi.

A cosa attribuisci questo cambiamento?
Al modo di concepire i giornali da parte degli stessi editori e dei direttori responsabili delle varie testate oltre che ai compensi economici sempre più ridotti. Tutto ciò impone a chi esegue reportage di produrre quanto più materiale fotografico nel minor tempo possibile. A scapito, spesso, della qualità complessiva.

Non credi che a plasmare questo sistema siano stati soprattutto i nuovi media?
Sì, ma non dipende soltanto da Internet e dai nuovi mezzi di informazione. Il nuovo modo di ragionare ha investito anche le pubblicazioni cartacee.
In Italia soprattutto, si tende sempre di più a produrre giornali “leggeri”, con contenuti – mi riferisco sia ai testi, sia alle immagini - che non richiedano impegno mentale da parte dei lettori.
A me capita spesso di parlare con giornalisti di settimanali molto importanti i quali mi riferiscono della volontà espressa dai loro editori e direttori responsabili, di non comporre articoli troppo “pesanti”. I servizi fotogiornalistici si limitano quindi a occupare due, tre pagine al massimo, per cui non ha senso, da parte dei fotografi, impegnarsi sul campo per produrre ampi servizi.
All'estero invece esistono ancora editori sensibili alla qualità, il che rende il nostro lavoro, e quello dei fotografi, ancora gratificante. Non di rado accade che servizi fotogiornalistici non percepiti e snobbati dal mercato italiano, incontrino in altre nazioni notevole interesse fino a diventare pubblicazioni di successo.

L'intervista continua a questo link:  http://www.nital.it/nikon-school/interviste/intervista-marco-toldi.php

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