Calendario Eventi    Calendario Ws/Corsi Shoot Food   ISP   www.esta-usa-visto.it/              

Iscriviti solo ai servizi news ed eventi per rimanere
aggiornato sulle varie iniziative del settore fotografia


Inserisci la tua mail  
Indica la provincia     
Apri il tuo spazio free
User   
Password 

Dimenticato la password?
           

Testi » Riflessioni » Scheda Articolo

We Do the Rest.
Autore: Fulvio Bortolozzo - Pubblicato il 01/08/13 - Categoria Riflessioni
Questo articolo non ha ancora ricevuto feedback.
Questa pagina è stata visitata 2761 volte

Share |

Con questo primo giorno di un mese di piena estate inizio un necessario momento di riflessione. Spesso mi capita in questo periodo di tirare le fila di quanto fatto e di pensare al da farsi. Forse dipende dalla stagione, forse da una consuetudine radicata fin dai tempi della scuola elementare. Un primo argomento su cui merita scervellarsi è il senso che può avere, per uno come me che lo fa da trenta e passa anni, continuare a fotografare nel tempo di Instagram.

Chi mi legge, sa che considero Instagram un progetto di "social marketing" altamente tossico per l'educazione all'immagine fotografica. Abitua le menti meno coltivate a considerare il fotografico un giochino facile facile per mettersi in evidenza con amici e conoscenti attraverso tecniche automatiche di produzione di icone ottiche. Sembra la realizzazione perfetta dell'antico motto della Kodak "You Press the Button, We Do the Rest". All'epoca, con l'espressione "We Do the Rest" si proponeva solo la soluzione tecnica, la fotografia scattata e poi consegnata bella e stampata senza che il "fotografante" ne capissa un'acca di come poteva essere accaduto. Oggi con la condivisione istantanea di scatti realizzati d'istinto con uno smartphone, e sovente "abbelliti" con elaborazioni precotte di dubbio gusto, ad essere abolito è il tempo necessario per capire cosa si è fatto e per decidere se merita la pena o meno di farlo vedere in giro. In sostanza è il pensiero autocritico l'ultimo dei resti che viene buttato via a favore della felice condivisione "no problem" di cliché iconici tutti uguali a loro stessi e prodotti in numeri miliardari da schiere di "replicanti ottici".

A fronte di questo panorama, per me, desolante, che senso ha ostinarsi a produrre immagini analitiche che reggano il confronto con le tradizionali immagini di sintesi, attraverso la cura attenta della loro realizzazione e della successiva esposizione e/o pubblicazione? Che senso ha poi trasmettere queste conoscenze?

Le domande sono chiare nella mia mente, non lo sono per nulla le risposte. I contributi di pensiero dei miei lettori sono ovviamente più che graditi


Share |
in stampa il magazine Cities n. 3
Cities 3 è pronto! il terzo numero 3 di Cities, un Magazine A4 di  180 pagine ,brossu...
Corigliano Calabro Fotografia
CORIGLIANO CALABRO FOTOGRAFIA 2018 - www.coriglianocalabrofotografia.it  programma della manife...
Open Call: TPD Book Award 2018
Nell’ambito di Trieste Photo Days 2018, festival internazionale della fotografia, l’asso...
Premio Marco Pesaresi per la fotografia contemporanea
Il Premio Marco Pesaresi per la fotografia contemporanea è promosso dal Comune di S...
FUJIFILM X-VISION TOUR 2018
Il FUJIFILM X-Vision Tour, dedicato alla fotografia e al video, è un roadshow che gira il Bel...
WS/Corsi in Evidenza Vedi tutti
20 Agosto 2018         a Perù   (Roma)
Il Perù: un Paese straordinario da scoprire con la tua fotocamera, insieme al Fotografo Rober..[continua]
08 Settembre 2018         a Grado   (Gorizia)

  Popular Tags  
arte contemporanea fotografia Coolpix fotoleggendo cibo street photography pinhole workshop lavoro raffaella milandri Modelle dotart banco ottico viaggio poesia Siena
Vuoi relazionarti con altri utenti?
Vai nello spazio Community.
I numeri di Photographers.it
13709 Utenti Registrati + 11597 Iscritti alla Newsletter
6630 News Inserite - 1790 Articoli Inseriti
2797 Progetti fotografici e Mostre Virtuali pubblicate