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“Il futuro del fotogiornalismo? E’ il web” – l’intervista con i fondatori di Bombay Flying Club.
Autore: YarT Photography - Pubblicato il 24/02/14 - Categoria Riflessioni
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Il fotogiornalismo sta attraversando un periodo di veloce rinnovamento grazie a nuove tecnologie che permettono modalità innovative nella fruizione di contenuti, siano essi testuali o multimediali. Un rinnovamento talmente profondo da suggerire nuovi orizzonti d’uso delle immagini, così come della parola e della diffusione di informazioni. La fotografia ha raggiunto l’autonomia espressiva che può svincolarla dalla fruizione statica derivata dalle arti visuali classiche, per potersi definire come medium operante su nuovi canali, video, web e applicativi per mobile devices, in sinergia con nuove modalità ad essa finora solo tangenti. Multimediale, appunto. Presentando un nuovo workshop di fotogiornalismo multimediale Advanced Multimedia Storytelling abbiamo deciso di parlare delle questioni che riguardano il giornalismo online con gli insegnanti del corso, i fotoreporter professionisti, vincitori di numerosi premi internazionali – Bombay Flying Club. • Cosa è il Bombay Flying Club? Il BFC è un collettivo e un’agenzia di tre fotogiornalisti indipendenti. Produciamo le nostre stesse storie, lavoriamo con produzioni più grandi come The ENERGY ACTION Project o World of Matter, facciamo produzioni per fotografi esterni al collettivo e teniamo dei workshops. • E cos’è il Multimedia Storytelling? Il Multimedia storytelling è un format. E’ un modo di pensare il giornalismo online. E’ l’abilità di avere accesso a differenti aspetti o informazioni all’interno di una storia in qualunque momento. Il web-documentary stesso – sebbene sia vitale per il multimedia – altro non è che una parte di un quadro più vasto che racconta una storia importante in maniera giornalistica. • In che modo un web-documentary si differenzia da un documentario classico? Prima di tutto per la durata. Di solito si colloca tra I 4 e gli 8 minuti, tra un pezzo lungo nel telegiornale della sera e un documentario televisivo vero e proprio, che può durare anche 25 o 50 minuti. Mi piace chiamarlo ‘documentario corto’. • Pensate che il futuro del documentario sia il web? Vedete il Multimedia Storytelling come una strada che può aiutare il giornalismo investigativo a sopravvivere? In breve: Sì, e sì! Quando il New York Times è riuscito ad introdurre lo sbarramento ai propri contenuti attraverso il pagamento online ha di fatto confermato l’evoluzione dalla carta stampata al digitale e ne ha fatto una regola, il che ci porta alla seconda risposta. Fino ad oggi il giornalismo online è stato considerato di minore importanza, di solito altro non era che una versione edulcorata dell’edizione cartacea. Ma il pubblico è stanco di questo. Ora la dose quotidiana di notizie arriva dai loro smartphones, ma per una copertura approfondita e completa allora corrono verso i loro tablet e computer, dove questo tipo di giornalismo sembra avere la meglio. • Si parla un sacco della crisi dell’editoria e del fatto che stia diventando sempre più difficile trovare fondi per un giornalismo di qualità. Il Multimedia Storytelling può presentarsi come un’alternativa alla crisi? Fino a un certo punto. Non tanto come un’alternativa, ma come una delle tante soluzioni possibili. Se per esempio guardi a ProPublica e The ENERGY ACTION Project vedrai che sono finanziati tramite sponsor e crowd funding, ovvero al di fuori dei normali e importanti canali mediatici. Io lo vedo come un trend che andrà crescendo nei prossimi anni. E il Multimedia Storytelling è decisamente adatto per questo. • In anni recenti abbiamo visto tutte le più importanti competizioni fotogiornalistiche includere una categoria Multimedia. Perchè? Perché è dove il giornalismo visuale sta andando. Siamo sempre più numerosi e solo una piccola parte di noi riuscirà a lavorare come staff all’interno di una qualche pubblicazione. E tutte le pubblicazioni – incluse le radio – hanno una presenza online. Tutte le competizioni con la categoria multimedia altro non fanno che riflettere questo fenomeno. • Siete stati parte della giuria del World Press Photo nel 2011, del Picture of the Year Danese, Svedese, Norvegese e della conferenza di consultazione con David Campbell al World Press Photo nel 2012. Che cosa potete dire del livello del giornalismo multimediale? Fino a questo momento, per quel che ho visto, l’ottanta percento dei prodotti è decisamente inferiore alle aspettative di un mercato mediatico professionale. Il dieci percento è accettabile, ma potrebbe essere migliore. Il restante dieci percento è eccellente, innovativo e veramente originale. • Quali sono le possibilità offerte dal Multimedia che non sono sfruttate nella narrativa classica del fotogiornalismo? In quanto fotografo, prima di tutto suono e movimento. Siamo abituati a pensare all’interno delle linee guida di un reportage stampato. Ora, di colpo, dobbiamo pensare all’atmosfera, il ritmo, il motore della storia, il tipo di audio che usiamo e che cosa aggiunge a una storia. E’ una maniera più… ampia con la quale dobbiamo approcciare lo Storytelling, ecco. • Nuovi canali di distribuzione: tablets, smartphones? Sono una prospettiva? La tecnologia è in costante evoluzione. In che modo tenete il ritmo con I miglioramenti del mezzo digitale? Devi considerare tutto sotto uno stesso ‘cappello’: Internet è prettamente una piattaforma visuale. Non importa da quale strumento tu abbia accesso. Bisogna riconoscerlo per trarne beneficio. In quanto fotogiornalista, non hai mai avuto accesso a un pubblico più vasto. Ma devi anche considerare come e quando ‘colpisci’ il tuo pubblico di riferimento. Come tieni il ritmo? Be’, come sempre: fai ciò che ti riesce meglio. All’inizio ci occupavamo di tutta la programmazione Flash da soli, ma poi Flash è diventato qualcosa di estremamente più sofisticato. Ora, lasciamo che I programmatori si occupino di programmare. Noi ci concentriamo su ciò che ci viene meglio: la narrativa visuale. • Che tipo di abilità deve avere un fotogiornalista per fare il passo verso il Multimedia Storytelling? Audio e Video sono necessità di base. Ma poi c’è anche la grafica, un po’ di programmazione di base e una comprensione di ciò che può apportare a una storia un’abilità apparentemente scollegata. • Cosa fa di un Multimedia un buon Multimedia? La Storia! Se la storia non è buona, puoi fare le fotografie più belle del mondo e il pubblico andrà via lo stesso. La storia deve essere di qualità. E’ questo il motore che manda avanti tutto. • Perché vi concentrate su un pubblico online? Perché offre incredibilmente di più in termini di narrativa. Io sono diventato un giornalista perché volevo raccontare storie. Mi è anche capitato di avere un talento per la comunicazione visiva. E inoltre il pubblico è online. E’ una questione di evoluzione tecnologica. • Il fatto che utilizzate internet come piattaforma di pubblicazione ha in qualche modo modificato la maniera in cui costruite la vostra struttura narrativa? Assolutamente sì! Pensiamo a nuovi modi di interessare gli spettatori nonostante I limiti dati dal fatto che questo è giornalismo/realtà – non è finzione. Su internet, tutto è a un click di distanza, quindi devi catturare il tuo pubblico. E la struttura narrativa è di vitale importanza per questo. • Quali sono le possibilità future del multimedia? Nessuno è ancora riuscito a superare lo scoglio del ‘News’ multimedia. Il novantacinque percento di ciò che vediamo ha questo aspetto di essere retrospettivo. Dobbiamo trovare il modo di convertire questa cosa in un ciclo di news continua. • Cosa insegnate ai vostri studenti durante il workshop? Vogliamo che pensino in un modo diverso quando si tratta di raccontare una storia. Questo implica soprattutto che bisogna cambiare la maniera di scattare e, più in generale, il modo in cui ti relazioni con un soggetto. Nella migliore delle ipotesi, tutti quanti avranno una storia tra le mani l’ultimo giorno che possa dimostrare che hanno raggiunto l’obiettivo. I Bombay Flying Club sono stati intervistati da Dario Bosio (10b Photography) e Yulia Tikhomirova (YarT Photography). ©All rights reserved Bombay Flying Cub terranno un workshop esclusivo di 6 giorni presso 10b Photography Gallery a Roma. Giugno 2014.
Per informazioni seguire il link >> http://www.photographyworkshopyart.com/it/advanced-multimedia-storytelling-workshop-by-bombay-flying-club-rome-june-2014/
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