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Testi » Cultura Fotografica » Scheda Articolo

Intervista a Milton Guran, Patron di Fotorio
Autore: Un Altro Sguardo - Pubblicato il 23/07/09 - Categoria Cultura Fotografica
Gradimento: Molto Interessante
Questa pagina è stata visitata 3434 volte

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Fotografi Italiani in Brasile e viceversa

Interazione tra fotografia e altre forme d'Arte e Comunicazione

Rio de Janeiro 2009-07-22

Milton Guran è antropologo dell’Università di Rio de Janeiro, antropologo visuale, fotografo e coordinatore generale di FotoRio. Volevamo intervistarlo e, finalmente, strappandolo alla enorme mole di lavoro di questi giorni concitati del festival, ci siamo riusciti in un botequim della vecchia Rio davanti a una bottiglia di Cerveja.

Unaltrosguardo: “Milton, Quali sono gli obbiettivi di FotoRio?”

Milton Guran: “FotoRio conta oltre 170 eventi, 77 location e coinvolge oltre 350 tra fotografi ed esperti di fotografia. E’ un movimento culturale dell’immagine. E’ per questa ragione che la direzione è in realtà un coordinamento. Ogni autore, ogni mostra si organizza e si gestisce autonomamente. La nostra funzione è quella di coordinare questa enorme quantità di materiale e creare un evento che si prolunga nel tempo e che ha come obbiettivo permanente quello di dare spazio ai molti autori e alle molte voci del mondo dell’immagine, oltre che con esposizioni anche con incontri, conferenze e dibattiti.

Ci interessa anche creare un movimento, oltre che autonomo, interattivo. Mettiamo in contatto autori, sponsor e location. Insieme decidono cosa produrre e dove esporre le mostre nei luoghi più adatti. Ognuno assume anche la posizione di produttore e organizzatore. Sono location e sponsor a scegliersi gli autori.

UAS: “Qual è secondo te il futuro della fotografia in Sud America, in Europa e nel mondo?”

MG: “Mai si sono prodotte montagne di immagini come oggi. Viviamo ora più che mai nell’Impero dell’Immagine. Non vogliamo nemmeno più parlare restrittivamente di fotografia, ma in senso più ampio, di immagine digitale. In un simile contesto sono importanti due aspetti: da una parte la qualità anziché la quantità, dall’altra l’interazione con altre forme di comunicazione. Per questa ragione proprio in questi giorni stiamo presentando una serie di workshop sulle interazioni tra fotografia, video, musica, teatro e letteratura coinvolgendo esperti e docenti universitari di tutto il mondo. Tra gli altri anche l’italiana Valentina Valentini professoressa di video e teatro presso il Dipartimento di Arte dell’Università la Sapienza di Roma e autrice di testi come Le pratiche del video e Storie del video.

L’immagine, insieme ad altre forme di comunicazione, ha la responsabilità di informare, denunciare, valorizzare, raccontare. Tutto questo va fatto in modo sempre più dinamico ed efficace.

Gli scenari sociali e culturali di oggi e del futuro hanno bisogno di movimenti capaci di gestirsi in autonomia e capaci di dare spazio a chi ha molto da dire.

UAS: “Abbiamo in mente di realizzare uno scambio tra Italia e Brasile portando fotografi brasiliani in Italia e viceversa. Qual è la tua posizione in merito a questa proposta?”

MG: “Non può che essere positiva. Esiste una grande affinità culturale tra Brasile e Italia, come esiste grande affinità tra Sudamerica e paesi neolatini in Europa. Il problema, come al solito, è un altro. Ovvero quello di trovare in finanziamenti per produrre gli eventi. FotoRio2009 ha presentato due mostre italiane, anche se volevamo farne di più, e sette francesi. Abbiamo preferito la Francia? No. E’ che la Francia ha finanziato di più per diverse ragioni tra le quali l’anno degli scambi Francia-Brasile.

Sappiamo cosa e come realizzarlo, ma ci servono i soldi. Speriamo di riuscire a trovarli per portare i brasiliani al Turin Photo Festival nel 2010 e per portare molti italiani in Brasile nel 2011, anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e quindi di grandi eventi per questo paese.

UAS: “Grazie Milton, allora a presto per progettare e lavorare insieme”

MG: “Grazie a voi, che siete qui non solo come invitati, ma come fratelli facenti parte di questo grande movimento”.

Mauro Villone e Lidia Urani(Unaltrosguardo)

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