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SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO CARMIGNAC GESTION DI FOTOGIORNALISMO
Autore: Fondation Carmignac Gestion - Pubblicato il 09/06/11 - Categoria Mostre
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MASSIMO BERRUTI, VINCITORE DELLA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO CARMIGNAC GESTION DI FOTOGIORNALISMO

MOSTRA PRESSO LA CAPPELLA DELLA SCUOLA DI BELLE ARTI DI PARIGI
dal 3 novembre al 3 dicembre 2011


Nel 2009 la Fondazione Carmignac Gestion ha istituito il Premio Carmignac Gestion di fotogiornalismo, che ogni anno finanzia un progetto di reportage di vari mesi su un tema proposto.
Sostenendo il lavoro approfondito dei fotogiornalisti, la cui attività risente di una grave crisi di finanziamenti, Carmignac Gestion ha voluto fornire ai principali testimoni del mondo contemporaneo i mezzi necessari per andare là dove gli altri non vanno.
Nel 2009, il vincitore della prima edizione dedicata al tema “La striscia di Gaza” fu il fotografo tedesco Kai Wiedenhöfer.
Nel 2010 è la volta di Massimo Berruti, fotografo italiano che si è aggiudicato la seconda edizione del Premio Carmignac Gestion di fotogiornalismo.
Il tema proposto quest’anno ai fotografi era il Pashtunistan, regione strategica di frontiera tra l’Afghanistan
e il Pakistan.
Massimo Berruti ha scelto di immergersi nella valle di Swat (nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa) per
seguire la vita quotidiana dei Lashkar, un corpo di milizia civile che combatte in prima linea contro la minaccia talebana per difendere gli abitanti della zona con il sostegno dell’esercito pakistano. Massimo
Berruti ha voluto sottolineare il loro coraggio e la loro umanità, lontani dai pregiudizi occidentali.
Il suo reportage sarà protagonista di una mostra dal 3 novembre al 3 dicembre 2011 presso la Cappella della Scuola di Belle Arti di Parigi.



MASSIMO BERRUTI, VINCITORE 2010

Giovane fotografo trentunenne che lavora a Islamabad (capitale del Pakistan), dal 2008 Massimo Berruti ha intrapreso una vasta opera di documentazione sulla lotta dei pakistani per la libertà, dopo un primo reportage dedicato alle elezioni.
Questo fotografo impegnato, membro dell’agenzia VU’ dal 2007, ha dato prova di coraggio e costanza scegliendo di vivere a fianco di una popolazione, quella pakistana, ostaggio di una violenza estrema, di matrice sia politica, religiosa ed etnica che mafiosa. In alcune località le esecuzioni sommarie, le fucilazioni e le uccisioni mirate sono all’ordine del giorno.

Il suo reportage “Bagno di sangue a Karachi (omicidi programmati)” si è aggiudicato nel 2011 il secondo premio del World Press Photo e il terzo premio del Picture Of the Year International, dopo aver ottenuto il premio d’Eccellenza nel 2010. Nel 2009 gli è stato conferito il Premio del Giovane Reporter del Festival Visa per l’immagine.


SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO CARMIGNAC GESTION DI FOTOGIORNALISMO, ORGANIZZAZIONE E TEMATICA

La giuria della seconda edizione presieduta da Alain Genestar, direttore di Polka Magazine e della Polka
Galerie, era composta da:
- Christian Caujolle, giornalista, commissario di mostre e fondatore dell’agenzia e della galleria VU’
- Susan Meiselas, fotografa, agenzia Magnum
- Kathy Ryan, direttrice della fotografia del New York Times Magazine
- Kai Wiedenhöfer, fotografo, vincitore del Premio Carmignac Gestion nel 2009
- Olivier Weber, scrittore, diplomatico e ambasciatore itinerante per la difesa dei diritti umani
- Olivier Laban‐Mattéi, fotogiornalista indipendente
- Clément Chéroux, conservatore presso il Centre Georges Pompidou e viceredattore capo della    rivista Etudes photographiques

Il tema proposto quest’anno ai fotografi era il Pashtunistan, regione di frontiera strategica tra l’Afghanistan
e il Pakistan.
Su 35 dossier ricevuti sono state preselezionate 10 candidature, in base alla pertinenza del progetto e
all’originalità dell’angolatura di interpretazione, nonché alla peculiarità delle serie fotografiche che
testimoniano il lavoro di fondo svolto in loco e si iscrivono in un approccio d’autore.
La giuria ha esaminato la capacità di ogni candidato di offrire una chiave di lettura innovativa e densa di
significato. Ha anche messo in luce un sentimento e una comprensione che vanno oltre i momenti di
tensione e di violenza estrema riportati dai mass media.
Dopo un primo scrutinio sono stati designati tre finalisti: l’italiano Massimo Berruti, lo spagnolo Alfonso
Moral e l’inglese Simon Norfolk.
Il 26 ottobre 2010 Massimo Berruti si è aggiudicato la seconda edizione del Premio Carmignac Gestion di
fotogiornalismo.
La giuria ha sottolineato la tenacia e la forza di carattere di Massimo Berruti, capace di portare avanti il suo progetto di reportage con la necessaria esperienza e conoscenza della zona.
L’identità del vincitore è stata finora mantenuta segreta per motivi di sicurezza.

Massimo Berruti ha deciso di immergersi nella valle di Swat, nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, per
seguire la vita quotidiana dei Lashkar, un corpo di milizia civile storicamente composto da ex guerrieri  tribali che combattono in prima linea per difendere gli abitanti della zona contro la minaccia talebana, con il
sostegno dell’esercito pakistano. I Lashkar contribuiscono a portare la pace e la sicurezza nella regione
contro gli attentati e il rischio d’infiltrazione dei ribelli.
La valle di Swat, alla frontiera settentrionale del Pakistan, è caduta in mano ai talebani nel 2007, per poi
tornare sotto il controllo dell’esercito pakistano dopo l’offensiva condotta nel 2009 contro i ribelli
fondamentalisti (un tema allora trattato da Massimo Berruti). Questi territori vicini alle aree tribali sono
recentemente finiti sotto i riflettori con la morte di Osama Bin Laden. Epicentro di un terrorismo mondiale
onnipresente, queste zone rimangono la prima linea di un conflitto che supera ampiamente la posta in gioco nella regione.
Massimo Berruti ha realizzato questo reportage nel Pashtunistan da gennaio a inizio aprile 2011.

Il reportage premiato sarà protagonista di una mostra dal 3 novembre al 3 dicembre 2011 presso la Cappella della Scuola di Belle Arti di Parigi.


PREMIO CARMIGNAC GESTION DI FOTOGIORNALISMO

Con questo premio Carmignac Gestion desidera sostenere ogni anno i fotogiornalisti che, attraverso la loro opera, sono in prima linea sui luoghi dell’evento e difendono i valori di coraggio, indipendenza, trasparenza e condivisione a noi cari.

Nel 2009 la Fondazione Carmignac Gestion ha creato il Premio Carmignac Gestion di fotogiornalismo,
destinato a finanziare un progetto di reportage su un tema specifico di attualità. Dotato di una borsa di
50.000 euro, il premio si prefigge di promuovere il lavoro svolto in profondità sul campo da un
fotogiornalista. Oltre al premio finanziario, la Fondazione Carmignac Gestion accompagna il vincitore nella
diffusione del suo reportage con l’organizzazione di una mostra e la pubblicazione di un’opera  monografica. La Fondazione si impegna altresì ad acquistare quattro fotografie facenti parte del lavoro premiato.

Una giuria composta da esperti dell’immagine e di questioni geopolitiche seleziona ogni anno un progetto.
La scelta di come trattare il tema annuale spetta ai fotogiornalisti, i quali sono liberi di scegliere
un’angolatura politica, economica, sociale o culturale.

L’approccio adottato deve inserirsi chiaramente in una tradizione umanista volta a interrogare il reale con
sensibilità, rifiutare di cadere nella caricatura e nella tirannia dell’istantaneità, studiare il contesto e
comprendere la situazione per presentare la realtà nella sua complessità.

Decidendo di sostenere una professione che risente di una grave crisi di finanziamenti, Carmignac  Gestion ha voluto fornire a questi testimoni del mondo contemporaneo i mezzi necessari per andare là dove gli altri non vanno.
In armonia con i valori che animano i suoi collaboratori, Carmignac Gestion vuole difendere uno sguardo
personale e impegnato, per definizione minoritario e, per questo stesso motivo, indispensabile.






Contatti stampa:

Heymann, Renoult Associées / Tel. : +33 1 44 61 76 76
Agnès Renoult, Eléonore Grau e Marika Bekier
Stampa nazionale: e.grau@heymann‐renoult.com
Stampa internazionale: m.bekier@heymann‐renoult.com
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