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Immagini » Fine Art » Scheda Progetto

Le Città Invisibili
Autore: Lauraisaiaphoto - Pubblicato il 15/06/15 - Categoria Fine Art
Questo progetto nasce in una di quelle giornate dove il mondo fa paura. Quando camminare in una metropoli rumorosa con una macchina fotografica al collo senza riuscire a scattare una foto diventa come entrare in un campo di battaglia con la pistola scarica. E vorresti piangere. Stai in silenzio e cammini per ore. Fotografare l’anima della città sarebbe come seppellirla. Fotografare chi la popola sarebbe come togliere il respiro alla speranza affannosa del cambiamento. Tutto si muove troppo in fretta e tu hai paura. Non resta che osservare e stratificare. [Per qualche istante ti ostini a pensare che sia un problema di numeri: il tuo 35mm sembra alterare la realtà e allora ci provi con un intimo 105 che ti regala un sorriso ma che visto da vicino si trasforma in una smorfia urbana. Ti arrendi e capisci che non sarà la lunghezza focale a salvarti, che il problema è in ciò che vedi ]. Non puoi fotografare un luogo, ignorando che lo stesso ha ospitato prima un bacio, poi un furto, poi una corsa. E dove c’era una città ora c’è una multinazionale e dove il ricco corre il povero sta fermo e immobile. Le chiese sono facciate accartocciate mute e sorde alla povertà. Le nuvole non stanno in cielo e le stazioni sono uno dei pochi luoghi che ti raccontano una verità. La città non è più il luogo dove una comunità vive e cresce ma è solo il campo di battaglia di imperscrutabili attraversamenti.
L'opera vuole essere un omaggio a Calvino e alle sue Città Invisibili, alla certezza che anche "una città infelice può contenere magari solo per un istante una città felice". Un invito a trovare tra catrame e cemento angoli di leggerezza e pensieri soffici come zucchero a velo. Il tentativo di dare un’anima alla storia e poi chiamarla memoria. Un' esplorazione che da esogena si fa endogena ove l'unico viaggio possibile è quello onirico e metafisico. Una città che ha lo stesso peso specifico del pensiero di un vagabondo. Costruita con la stessa materia di cui sono fatti i sogni.
Gli scatti appartengono a contesti urbani diversi. La tecnica è quella della sovrapposizione. Il progetto conta 55 foto di queste alcune sono già state esposte e pubblicate altre sono ancora inedite. Si tratta di un laborioso lavoro di visualizzazione che ha spinto la mia infelicità in movimento verso l’onirico.
Questo progetto non ha ancora ricevuto feedback.
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