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News » Corsi e workshop » Scheda News

WORKSHOP DI CARTA SALATA, TALBOTIPIA O CALOTIPIA
Autore: Camera Work Project - Pubblicato il 22/03/18 - Categoria Corsi e workshop
Gradimento: Molto Interessante
Questa pagina è stata visitata 942 volte

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  Dal 19 Maggio 2018 al 19 Maggio 2018 in provincia di Firenze a Firenze

STAMPA DA SOLO LE TUE FOTOGRAFIE SU CARTA SALATA, UNO DEI PRIMISSIMI PROCESSI DI STAMPA FOTOGRAFICI INVENTATI NELL’800.

Il workshop sulla carta salata, anche chiamata talbotipia o calotipia, si svolge in due giorni, in genere un fine settimana. Le date e i luoghi di svolgimento sono pubblicate nella sezione News e inviate per Newsletter a tutti gli abbonati.
Il corso si tiene in località d’Italia dove sia possibile offrire agli iscritti un soggiorno in luoghi di accoglienza gestiti da professionisti e dove sia anche possibile trovare gli spunti necessari ai progetti fotografici che ci prefiggiamo.

CHE COS’È LA CARTA SALATA, O TALBOTIPO O CALOTIPO?

La carta salata è un processo alternativo di stampa fotografica. Appartiene a quelle che oggi sono chiamate le antiche tecniche di stampa. Fu inventata nel 19º secolo da William Henry Fox Talbot.

NELL’ARTICOLO “WILLIAM HENRY FOX TALBOT E L’INVENZIONE DEL CALOTIPO” NELLA NOSTRA SEZIONE TECNICA FOTOGRAFICA ALTERNATIVA SPIEGA QUESTO PROCEDIMENTO FOTOGRAFICO, FRA I PRIMI INVENTATI NEL SECOLO XIX.

Si chiama carta salata perché il foglio di carta deve essere imbevuto di una soluzione di cloruro di sodio, il comune sale da cucina. Successivamente viene steso su questo foglio di carta salata uno strato di nitrato d’argento. La reazione fra il nitrato d’argento e il cloruro di sodio provoca la formazione di cloruro d’argento.

Il cloruro d’argento è una sostanza foto sensibile, cioè reagisce alla luce, scomponendosi e ossidandosi. Non c’è bisogno di sostanze chimiche come agenti rivelatori o sviluppi liquidi per fare apparire l’immagine sul foglio di carta salata perché la carta salata è auto sviluppante, chiamata anche ad annerimento diretto.

La sostanza che si forma dalla scomposizione del cloruro d’argento sotto l’azione della luce è ossido d’argento. L’ossido d’argento ha una forma metallica, rimane intrappolato fra le fibre della carta. L’immagine che ne risulta ha una tonalità bianco nera. Da qui il termine fotografia in bianco e nero che conosciamo ancora oggi.

L’immagine appare stampata direttamente sulle fibre della carta (a meno che non si stenda un velo di gesso, o barite) e la stampa risulta molto materica, tattile, morbida e calda nella sua ruvidezza, molto distante dalla perfezione della fotografia digitale di oggi. Un oggetto artistico irriproducibile che esalta le caratteristiche di certi lavori fotografici e la rende adatta alla realizzazione di stampe d’arte.

ALLA SCOPERTA DELLA CARTA SALATA

Il nostro workshop ha come scopo di far conoscere al pubblico questo processo alternativo di stampa fotografica, o antica tecnica di stampa fotografica. Fu rimpiazzata in poche decadi da altri processi più performanti, come il platino-palladio e la gelatina d’argento (che divenne poi standard industriale per addirittura un secolo) ma oggi viene riscoperto sia per la sua relativa semplicità di realizzazione, sia per la particolarità della rappresentazione dell’immagine.

Vogliamo far conoscere al pubblico questo processo alternativo di stampa fotografica, o antica tecnica di stampa fotografica. Fu rimpiazzata in poche decadi da altri processi più performanti, come il platino-palladio e la gelatina d’argento (che divenne poi standard industriale per addirittura un secolo) ma oggi viene riscoperto sia per la sua relativa semplicità di realizzazione, sia per la particolarità della rappresentazione dell’immagine.

Scopri tutto il programma di questo workshop sul sito cameraworkproject.com 

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